Guayaquil e`un posto strano, citta di pirati e dai pirati saccheggiata e incendiata piu’ volte, centro industriale moderno di gente che si da da fare, alcuni notevoli progetti di riqualificazione urbana che potrebbero essere a Londra o a Parigi, la solita miseria di mezza cittá, grattacieli sulle rive dell’immenso fiume Guaya che ha qui un grande estuario prima di gettarsi nel pacifico, e strade perpendicolari che pare NYC, gente che a ogni crocicchio di strada si ferma a parlare.
Ieri vado al cinema e davanti al cinema (un film messicano ninas malas – divertente) c’è uno dei soliti raggruppamenti di persone che, ai bordi del traffico caotico, discutono animatamente del piu’ o del meno. Solo che questi non emettono un suono!
All’ incrocio, con due panchine e un alberello al lato della 5a avenue locale, c’e’ un gruppo di una ventina di sordomuti che si sbracciano, urlano, ascoltano col linguaggio dei segni. Lo spettacolo e’ affascinante, si vede supito quello che fa il gradasso, quello che ride, quello che interrompe l’altro, quello che sussurra timido, quello che prova a interrompere, quello che fa l’amicone e quello a lato in silenzio. Tutto, in una bolla di silenzio che pare avvolgerli e proteggerli dal caos delle auto, dei clacson, dei negozi circostanti.
Amazing.
G.
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